Concerto per la Festa della Repubblica 2024

Tra Storie e Leggende

Programma di sala

marcia in do

Giacomo Puccini – arr. M. Firmi

Era intorno al 1870 quando il giovane Puccini prestava servizio presso la chiesa di Lucca come organista titolare e nei suoi primi manoscritti sono presenti marce, sonetti e sonate per la messa. In quei giorni era in voga, al termine della liturgia, eseguire una marcia per rendere gioiosa la conclusione del rito. I registri dell’organo e la Banda di Lucca sono stati la sua ispirazione per la composizione di queste marce. Solo nel 2017 sono stati ritrovati una serie di manoscritti scritti all’epoca e mai catalogati. Ascoltiamo la marcia in do nell’arrangiamento per Banda del m° Matteo Firmi.

Bright Dawn Ouverture

Franco Cesarini

“Non c’è mai stata una note o un problema, capaci di sconfiggere l’alba o la speranza”

Questa frase del filosofo inglese Bernard Williams ha ispirato la composizione dell’ouverture. Di fatto anche alla notte più buia, segue sempre il sorgere del sole e metaforicamente, in ogni momento di difficoltà, l’uomo si aggrappa alla speranza di un futuro migliore.

Questo brano, commissionato dall’Associazione Bandistica Svizzera nell’ambito di un progetto di rinnovo e ampliamento del repertorio artistico, è scritto nella classica forma di ouverture all’italiana (veloce-lento-veloce). Vuole essere un inno di speranza di ripresa, dopo un periodo di grande difficoltà. Un unico tema caratterizza la composizione, passando nei vari registri e presentandosi, costantemente trasformato, in forme nuove. Nella parte centrale il tema assume un carattere quasi mistico, mentre nel finale si presenta in veste eroica e conclude con un gesto di perentorio ottimismo la composizione.

Tanz mit der Teufel

Fritz Neubock

Balla col Diavolo” è stato composto in occasione del 90simo anniversario della Banda di Dietach, nell’alta Austria. Molte leggende legate alla fondazione di questo villaggio richiamano il diavolo, ed è appropriato iniziare la composizione con una di queste leggende. Dal di fuori la musica suona abbastanza misteriosa, ricca di presentimenti, ed evoca uomini che vanno verso la taverna recando lanterne. Gente che racconta storie e leggende, molte delle quali che parlano del diavolo, Mentre racconta una di queste storie, il fabbro – un uomo robusto – inizia a scuotersi violentemente: quando la cameriera gli spruzza addosso acqua santa, gli avventori capiscono perché: la povera anima stava lottando contro il diavolo. Pesantemente ferito, il fabbro muore nelle braccia dei suoi amici. Quando la chiesa di Dietach è stata costruita, sono sparite le storie sul diavolo, e si è sviluppata una comunità forte e devota. Una frase dalla canzone “Deinem Heiland, deinem Lehrer” dalla festa del Corpus Domini, porta ad una sezione allegra: gli abitanti del villaggio, specialmente i bandisti, si auspicano un futuro positivo, non solo lavorando duro, ma festeggiando anche quando serve. Tutti i temi principali si sovrappongono nel finale.

O mio babbino caro

Giacomo Puccini – arr. J. Vinson

O mio babbino caro” è un aria per soprano dall’opera comica in un atto Gianni Schicchi, basata su una storia riportata nella Divina Commedia, ed è la terza nel trio di opere conosciute come Il trittico. La prima è stata nel 1918 al Metropolitan di New York. Lauretta è l’innocente figlia di Gianni Schicchi. Durante l’opera è lontana dall’azione, cosicchè non vede suo padre aiutare un gruppo di furfanti, parenti del suo amato Rinuccio, che cercano di truffare un uomo morente e rubargli l’eredità. Cosìcchè lei prova a convincere suo padre ad aiutare queste persone perché se non lo farà, non potrà sposare Rinuccio. L’aria cantata da Lauretta è una delle più belle e famose arie per soprano della letteratura operistica.

Ogni anno punto e a capo

Nino Rota – arr. M. Firmi

Si tratta di una suite tratta dal materiale di scena dello spettacolo omonimo andato in scena a Milano nel 1971. La commedia di Eduardo de Filippo è stata scritta nel 1931 a Piedigrotta e pensata per una serata di “Rivista”; fu lo stesso de Filippo a commissionare a Rota le musiche per il piccolo ensemble disponibile. Le pagine successivamente furono andate perse e ricostruite a inizi anni 2010 grazie al fondo Rota di Venezia. Questa trascrizione nasce nel corso del periodo del Covid come prova d’esame del corso di strumentazione e orchestrazione del Iseb , prima come settimino di fiati e successivamente come orchestra a fiati.

PERIPLO

Luca Pettinato

Nell’antica letteratura greca si trattava di una sorta di guida con la descrizione dei mari, dei porti, dei popoli e altre notizie relative ai viaggi di scoperta compiuti. Ispirato da questo vocabolo pittoresco, il compositore vuole raccontare in musica un viaggio immaginario nel Mediterraneo dei miti e delle leggende, in cui superstiziose paure si alternano ad un eroico spirito d’avventura.

Variazioni sul tema “Lamenti”

Luciano Feliciani

Lamenti” è una canzone folkloristica lenta e malinconica della regione Marche. La melodia originale accompagna questo testo in dialetto marchigiano:

Lo mi’ amore m’ha ditto che morrà
Per fa condendu a issuo vòjo murire.
Troeme chi me canda e chi me sona;
troeme chi em porta a sippillire…

Il tema originale esposto all’inizio del brano è accompagnato da un’armonia sospesa e seguono tre variazioni di carattere contrastante: nella prima, Allegro con fuoco, la melodia viene variata ritmicamente e armonicamente e trasformata in una sorta di danza dapprima in 7/8, poi in 6/8; la seconda variazione, Lento, Misterioso, quasi una marcia funebre, ha la forma del canone; l’ultima, Scherzo, Vivace, possiede invece un carattere brillante ed energico.

Intermezzo

dall’opera “Ksenia”

Viktor Parma – arr. M. Firmi

Viktor Parma è nato a Trieste nel 1858. Ha studiato a Vienna con Anton Bruckner e, dopo aver completato gli studi, si è spostato in Slovenia dove ha fondato la scuola nazionale Slovena, prendendo a modello Iva Zajc che aveva fondato l’omologa scuola Croata. L’opera “Ksenia” da cui è tratto l’intermezzo è datata 1896, e ha debuttato a Lubiana l’anno dopo, ottenendo eccellenti risultati già dalla prima esecuzione. L’opera è in un atto e narra l’amore tra Aleksij e Ksenia.

l’estasi dell’oro

Ennio Morricone – arr. L. Bocci

È una delle musiche più iconiche e conosciute di Ennio Morricone, dal film Il buono, il brutto, il cattivo. Un crescendo che culmina nel famoso triello nel cimitero di Sad Hill dove il Biondo uccide Sentenza per poi lasciare Tuco a finire la storia con un famosissimo urlo.

Elizabeth

Michael Kunze e Sylvester Levay – arr. J. de Meij

La prima del musical Elisabeth si è tenuta a Vienna il 3 settembre 1992. Il grande entusiasmo con il quale il pubblico ha accolto il musical, è prova che la vita dell’Imperatrice austriaca è ancora oggetto di enorme interesse.
Benché la vita dell’imperatrice Elisabeth (1837-1898), conosciuta come Sissi, iniziò come una favola, essa conobbe ben presto un risvolto cupo. In questa produzione la storia della principessa è narrata da Luigi Lucheni, l’uomo che la uccise. Nel musical, un uomo misterioso e attraente raffigura la morte, attirando l’imperatrice nell’aldilà.
La vita di Sissi assomiglia ad una fiaba: sposò l’imperatore Francesco Giuseppe a sedici anni, ma l’arciduchessa Sofia non rese facile la vita alla giovane nuora, colpita ben presto dall’immenso dolore per al morte della figlia più giovane; in seguito, poco dopo la nascita del figlio Rodolfo, la suocera le tolse la custodia del figlio. Dopo la morte della suocera Sissi decide di viaggiare, senza rendersi conto che suo marito e il figlio Rodolfo hanno bisogno di lei. Sopraffatto dalla solitudine, Rodolfo si toglie la vita. I lutti e le delusioni portano Sissi a cercare la morte; alla fine è però l’anarchico Lucheni ad ucciderla. Oltre che con le sue composizioni, Johan de Meij ha acquisito fama come arrangiatore di musical

Ti ringraziamo per l’ascolto e ti auguriamo una buona serata!

La Banda Civica Musicale di Soncino

Avatar Banda Soncino

Published by

Categories:

Lascia un commento